• Il Magazine specializzato sul mondo della medicina       
    • Il Magazine specializzato sul mondo della medicina         
    • Il Magazine specializzato sul mondo della medicina

Alzheimer

Alzheimer

tra speranze e delusioni

Risulta alquanto recente (aprile 2019) l’interruzione dello sviluppo clinico dell’Aducanumab nella cura dell’Alzheimer, come anticorpo monoclonale umano ricombinante, capace di contrastare gli accumuli tossici di proteine beta-amiloidi, i cui aggregati verrebbero a costituire quelle che vengono definite come “placche senili” tali da innescare i processi degenerativi cerebrali (malattie neurovegetative) alla base dell’Alzheimer.

In realtà, i dati sperimentali iniziali, piuttosto deludenti, avevano indotto i ricercatori a sospendere i vari trial clinici.

Tuttavia, oggi si sta ripensando ad una riproposizione della sperimentazione sull’uomo, valutando la possibilità di test effettuati con un maggior dosaggio del farmaco.

Il tutto, ovviamente, valutandone adeguatamente gli eventuali effetti collaterali.

Da rilevare poi, che, statisticamente, risultano in aumento i casi di Alzheimer al disotto dei 65 anni, anche se gli studiosi fanno notare che, in molti casi, sono presenti solo segni “prodromici” (premonitori) della malattia conclamata, che si svilupperà successivamente.

Tra questi, i disturbi della memoria a breve termine, sfumate difficoltà nel linguaggio, oppure della vista.

 

Vai su Sos-Medico.com e Scarica l'App per ottenere consulenza immediate