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Coronavirus

Coronavirus

I dati epidemiologici

Lo studio epidemiologico di qualunque patologia. Anche non infettiva, viene considerato, a ragione, uno strumento importante per valutare la diffusione, la risposta ai provvedimenti terapeutici, l’evoluzione, la tipologia di soggetti “sensibili”, ecc.

Quando ci si trova di fronte ad una pandemia (epidemia che tende a diffondersi rapidamente attraverso vastissimi territori e/o continenti), come nel caso del Coronavirus 2019-nCoV, che attualmente è ancora in pieno sviluppo, i dati raccolti presentano variazioni continue, per cui, essi risultano sempre diversi, nelle successive “rilevazioni”.

Alla data del 24.2.2020, il Comitato Europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie (ECDC) ha pubblicato i dati epidemiologici aggiornati a tale data:

  • 79.360 casi confermati
  • 2.618 decessi
  • 178 casi confermati in Europa (EU/EEA+UK)

Tali dati, tuttavia, risultano del tutto sottostimati, rispetto alla reale diffusione del virus nell’area colpita (Città di Wuhan - Provincia Hubei – Cina).

Tra l’altro, non risultano neppure certi molti aspetti dell’infezione da 2019-nCoV, quali:

  • la virulenza del ceppo
  • la sua patologicità
  • le modalità di trasmissione
  • la fonte dell’infezione

Lo stesso ECDC ha fornito informazioni che, al momento, riferiscono:

  • Il potenziale impatto di focolai di infezione da 2019-nCoV rimane elevato
  • la probabilità di infezione per i cittadini UE7SEE che risiedono a (o siano in visita) nella provincia di Hubei è alta
  • la probabilità di infezione per i cittadini UE/SEE che risiedano a (o siano in visita) in altre Province cinesi è moderata e in crescita
  • la probabilità di osservare ulteriori casi importanti di infezione da 2019-nCoV nei Paesi UE/SEE è “moderata/alta”
  • la probabilità di osservare un’ulteriore e limitata trasmissione uomo-uomo nei paesi UE/SEE è considerata tra “molto bassa e bassa” se i casi importanti verranno identificati precocemente e se saranno implementate adeguate pratiche di prevenzione e controllo delle infezioni, in particolare in ambito assistenziale  
  • la probabilità di osservare una trasmissione sostenuta uomo-uomo nei Paesi UE/SEE è valutata tra “molto bassa e bassa” sempre che in questi paesi i casi siano rilevati in modo tempestivo e vengano applicate di adeguate pratiche di prevenzione e controllo delle infezioni.

 

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