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La salute in rapporto al genere

La salute in rapporto al genere

Le donne reggono meglio lo stress

È ben noto che lo stress, specie se prolungato, induce nell’organismo umano una serie di reazioni biochimiche, in parte anche mediate attraverso ormoni, specialmente ipofisari, come l’ACTH (ormone ipofisario che regola la produzione di altri ormoni, a livello della corteccia delle ghiandole surrenali).

Un interessante studio dell’Istituto Superiore di Sanità (ISS) ha dimostrato che l’insorgenza di malattie e la risposta alle cure risultano diversi tra uomini e donne.

Recentemente, la dott. Paola Matrese, dell’ISS, ha rilasciato un’intervista all’Ansa, nella quale spiega che le cellule maschili rispondono allo stress, andando incontro a morte programmata (apoptosi), da intendersi come una vera e propria forma di suicidio regolato.

Di contro, le cellule femminili rispondono al medesimo stress, attivando percorsi di sopravvivenza, resistendo quindi alla morte.

Sempre secondo la ricercatrice, alla base di tale meccanismo vi sarebbe il micro-RNA (micro acido ribo-nucleico) capace di modificare l’attività dei geni cellulari e quindi di determinare quelle variazioni delle funzioni cellulari che possono portare anche all’autodistruzione.

Maggiore risulta la quantità di micro-RNA intracellulare e maggiore appare la risposta allo stress, cosa più evidente nelle donne, rispetto agli uomini.

Ciò apre il discorso non solo alla prevenzione di alcune malattie, come ad esempio, l’ipertiroidismo, il diabete e le malattie cardiovascolari, ma anche la valutazione delle diverse risposte (positive o meno), rispetto al sesso, a determinati protocolli terapeutici.

 

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